L’acquisto in leasing di terreni strumentali non rende questi ultimi necessariamente ammortizzabili. Ha deliberato così, in modo conforme ai principi contabili internazionali, l’Agenzia delle entrate, tramite la risoluzione n. 19/E del 23 febbraio 2004, a fronte di un’istanza d’interpello.

A porre l’istanza è stata una società che aveva come scopo l’acquisto di un terreno edificabile su cui realizzare un impianto per il riciclaggio e la lavorazione della ghiaia o di altro materiale inerte.

Qualora fosse stata concessa la deducibilità dei canoni, il terreno sarebbe stato considerato alla stregua di un generico bene strumentale. In questo modo il costo di acquisto del terreno sarebbe stato ammortizzabile mediante la deducibilità dei re Infatti,mentre i fabbricati richiedono una costante manutenzione, altrimenti potrebbero deteriorarsi e perdere, di conseguenza, il loro valore, i terreni, in genere, mantengono le proprie caratteristiche nel tempo, non perdendo dunque di valore, e, per tale ovvia ragione, non possono essere ammortizzati. Con la deducibilità dei canoni leasing, il terreno sarebbe divenuto oggetto della coesistenza di due opzioni contrastanti: in caso di un acquisto di proprietà, il costo non sarebbe stato ammortizzabile, viceversa, in caso di acquisto mediante leasing, il costo sarebbe stato deducibile grazie all’imputazione a conto economico dei relativi canoni di leasing

Questo scenario avrebbe comportato, pertanto, delle distorsioni nel mercato immobiliare. C’è da osservare che esistono, tuttavia, alcune eccezioni al principio di non ammortizzabilità del costo dei terreni. Una di esse è determinata quando, per esempio, il valore di recupero del bene venga compromesso in maniera grave ed evidente dalla destinazione d’uso del bene (ovverosia, del terreno) o dalla particolare attività dell’impresa che lo gestisce, è questo il caso in cui sui terreni si debbano realizzare, ad esempio, un'autostrada o una ferrovia.

  • 2019-08-07
  • Fisco e tributi
Admin

Condividi questo articolo: