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VILLA D'EPOCA IN VENDITA A MALNATE, VARESE
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Infodescrizione:
 

. Stupenda villa d'epoca di pregio risalente a fine 1800, parzialmente ristrutturata. Immersa in un parco secolare di mq 12.000 ca., è stata eretta sul promontorio della collinetta attorniata da una piantumazione rigogliosa degradante a prato. Situata in zona residenziale molto tranquilla e soleggiata, a soli dieci minuti dall'autostrada per Milano e a quindici minuti dal confine svizzero. La proprietà, completamente cintata e dotata di due accessi molto comodi, è composta dalla villa padronale di mq 1.000 ca., da un fabbricato nuovo aggiunto e direttamente collegato alla struttura esistente. La villa è accessoriata da piscina coperta e relativi locali e servizi, spogliatoi e palestra; una dependance per custodi o personale di servizio è situata all'ingresso del parco ed un garage per tre auto con locale attrezzi da giardino. Lo stile architettonico tipico liberty/floreale è di notevole interesse sia per la struttura dei fabbricati, sia per le ringhiere dei balconi, delle recinzioni e dei cancelli ancora originali. La proprietà unica e storica per una residenza esclusiva e prestigiosa, con possibilità di utilizzo pure a destinazione ricettivo sanitario. Un vero gioiello!

  
Infofiniture:Infometrature:
 Parzialmente ristrutturata Superficie abitabile: 1000 mq.
Parco secolare: 12.464
Volumetria costruibile: 3.691
Fabbricato nuovo annesso: corpo con piscina coperta, spogliatoi r palestra
  
Infoprezzo: 1.800.000,00Infocodice immobile: 3036
  
Infofotografie:
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
 
  
Villa D'Epoca a Malnate, Varese
 Stato:   Italia   Regione:   Lombardia   Provincia:   Varese
 C.A.P.:   21046   Prefisso Tel:   0332   Abitanti:   16 876
 Superficie:   9 km²   Altitudine:   355 m s.l.m.   Coordinate:   45°48′00″N 8°53′00″E
 Densità:   1 875,11 ab./km²   Cod. ISTAT:   E863   Cod. Catasto:  
 
Comuni contigui
Binago (CO), Cagno (CO), Cantello, Lozza, Solbiate (CO), Varese, Vedano Olona
  
Informazioni generali (tratte da Wikipedia)
  
InfoMalnate:
 

Malnate (IPA: /malˈnaˈte/; Malnàa IPA: /malˈnaa/ in dialetto varesotto) è un comune italiano di 16 876 abitanti] della provincia di Varese, in Lombardia. Dista 8 chilometri dal capoluogo ed è l'8º comune della provincia per numero di abitanti. Il nome è attestato già a partire dall'XI secolo, prima come "Melnate" e poi, dal 1089, come "Malnate" ed all'inizio del XIX secolo viene descritto, nell'Antiquario della Diocesi di Milano di Francesco Bombognini e Carlo Redaelli, come la «terra la più popolata della Pieve».

Il comune consiste di altre località oltre al nucleo principale: Folla, Rovera, Monte Morone, San Salvatore e Gurone. La posizione del paese, ovvero lungo la Strada statale 342 Briantea e a ridosso della linea ferroviaria FNM (che separa fisicamente Malnate da Gurone) sul ramo Laveno-Milano, ha favorito il largo sviluppo della cittadina in questi anni. In passato Malnate fu nodo ferroviario delle Ferrovie Nord, dipartendosi dalla stazione principale (l'unica ancor oggi in esercizio) anche la linea Varese-Como (tratta Malnate-Grandate). Lungo la valle dell'Olona transitava invece la linea detta "della Valmorea" (Castellanza-Mendrisio), ora riabilitata in parte a fine turistico. Oltre alla stazione principale erano quindi in funzione altre tre fermate: Bizzozero-Gurone e Malnate Olona sulla linea della Valmorea e San Salvatore-Binago sulla linea per Como. Una forte immigrazione, sia interregionale sia interstatale, fa contare oggigiorno quasi 17 000 abitanti nel paese.

  
 

  
InfoGeografia Fisica:
 

Malnate sorge nella Regione agraria n. 4 - Colline di Varese. Il paesaggio è caratterizzato dai due rilievi, il Monte Morone (494m s.l.m.) e il Monte Casnione (452 m s.l.m.), e dalla valle del Rio Lanza, che attraversa il territorio malnatese per buttarsi nell'Olona. Altri corsi d'acqua presenti sono il Rio Fugascè e la Quadronna, che rientrano nel Parco Valle del Lanza. Dal punto di vista altimetrico, il territorio comunale va dai 282 m s.l.m. del fondovalle dei Mulini di Gurone ai 494 m s.l.m. della cima di Monte Morone. Il comune confina a nord con Cantello, a est con Cagno, Solbiate e Binago, a sud con Vedano Olona, ad ovest con Varese.

  
 

  
InfoTerritorio:
 

Il centro abitativo di Malnate, come Gurone, sorge sui terrazzi alluvionali delle sponde sinistre del torrente Lanza e del fiume Olona, nella zona in cui la media pianura entra nella collina. La falda acquifera è poco profonda, come dimostrano le numerose sorgenti che affiorano sul territorio. Rovera e San Salvatore sono invece centri di "pianalto". I fondovalle del Rio Lanza e del fiume Olona hanno caratteristiche che li rendono non idonei ad essere abitati, ma proprio la presenza di acqua favorì lo sviluppo di attività come i mulini e le "folle" (che danno il nome a tali zone). La collina su cui sorge l'abitato si è formata nel Miocene ed è costituita da puddinga (conglomerato poligenico di ciottoli), mentre i versanti sono ricoperti da Morenico Rissiense, risalenti all'omonima glaciazione. La valle del Lanza è caratterizzata da altre formazioni risalenti al Miocene, Marne e Arenarie micacee dette anche Arenarie di Malnate, la "molera", pietra utilizzata per anni nell'edilizia malnatese formatasi 25 milioni di anni fa dai materiali che i fiumi portavano verso il mare e si depositavano sul bordo della scarpata continentale, formando una conoide sottomarina, poi sollevata sopra il livello delle acque. Le argille, che si trovano all'altezza dei Mulini di Gurone, risalgono al quaternario e al ghiacciaio che scendeva dall'attuale Lago di Lugano. Dal primo periodo interglaciale derivano invece le sabbie e le ghiaie frammiste al Ceppo (conglomerato) che ricoprono i pianori delle terrazze lungo le valli. Alla glaciazione di Mindel risalgono i terreni ricoperti dal Löss, terriccio sabbioso-argilloso, che costituisce terreni scarsamente coltivabili, le "baraggie" (toponimo di un'altra zona del paese). Il centro abitato di Malnate è costruito su terrazzi ricoperti dal terriccio depositato durante l'ultima era diluviale[8].

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)

  
 

  
InfoClima:
 

Dati relativi agli anni dal 1973 al 2008, esclusi 2002 e 2003 per cui non sono disponibili dati.[9]

Classificazione climatica: zona E, 2634 GG[10]
Diffusività atmosferica:

  
 

  
InfoStoria:
 

Prima del X secolo d.C. non si hanno notizie certe dell'esistenza del paese. Molto probabilmente la zona era occupata da insediamenti Celti già dagli ultimi secoli prima di Cristo, da cui ebbe origine poi l'attuale comunità, come attesta il suffisso –ate del nome ed alcuni ritrovamenti archeologici in località Rogoredo[12]. Queste tribù vennero poi sconfitte dai romani, di cui rimangono poche testimonianze, tra cui la pianta ortogonale del centro storico e la torre romana di Monte Morone, che in seguito sarà adattata a campanile[12]. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente il territorio subì diverse invasioni barbariche da parte di Ostrogoti e Longobardi, fino all'inizio del feudalesimo. Tra il 1160 ed il 1183 subì saccheggi e devastazioni dovuti all'attraversamento delle truppe di Federico Barbarossa che da Como si spostavano verso la nemica Varese[13].

Diversi documenti dell'epoca medievale fanno ritenere, con buona sicurezza, che fosse già a livello Comunale dal 1100; da una recente ricerca fatta da “ARS” (Amici Ricerche Storiche), è emerso che compare per la prima volta in un atto di vendita del 1132 tra Londolfo e Guglielmo, zio e nipote, a favore di Pietro Gualapo[13], inoltre dal fatto che già nel 1141 avesse un sistema di pesi proprio, si può supporre che la comunità fosse sufficientemente strutturata e funzionale ed il paese avesse già abitazioni, botteghe, chiese, strade e servizi utili per la vita quotidiana dei suoi abitanti[12]. Mancano notizie precise sui confini del territorio comunale che probabilmente includeva anche centri più distanti come Concagno e Belforte: un atto di vendita datato 1164 riporta infatti “Actum Belforte, in Malnate” ed una vertenza del 1218 “Campum Cagni, et est de territorio de Malnate”[12].

Il Comune apparteneva al Ducato di Milano ed era amministrato da “consoli, deputati e sindaci”, le decisioni più importanti venivano prese dall'assemblea dei capi famiglia che si riunivano nella piazza comunale richiamati dal suono della campana[12]. Nel 1511 la popolazione venne decimata dagli Svizzeri al servizio del cardinale di Sion Matteo Schinner, chiamato per liberare quelle terre dai francesi. Da un censimento fatto nel 1597 Malnate, con le frazioni di Rovera, Monte Morone e Folla, era abitata da 760 persone[13]. All'inizio del Settecento venne aggregato il Comune rurale di San Salvatore e la dizione ufficiale del Comune negli atti del catasto del Ducato di Milano era “Comune di Malnate con Monte Morone e San Salvatore”[12]. In questo periodo si ebbe un grande sviluppo culturale ed i malnatesi si distinsero nella costruzione delle cappelle del Sacro Monte insieme ai Magistri Saltriesi. Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del secolo successivo, venne visitata dai cardinali Carlo e Federico Borromeo, che lasciarono somme di denaro per restaurare ed ampliare la chiesa patronale[13].

Nel XVIII secolo l'Austria occupò l'Italia settentrionale formando il Regno Lombardo-Veneto ed iniziò una grande ripresa economica e culturale: vennero costruiti nuovi edifici e si rimodernarono quelli esistenti di pubblico interesse. Verso la fine dell'Ottocento Napoleone Buonaparte conquista l'Italia settentrionale fondando la Repubblica Cisalpina, che assorbì la Repubblica Cispadana[13]. Sotto la Repubblica Cisalpina, il Comune apparteneva al Dipartimento del Lario, Distretto e Cantone di Varese[12]. Nel 1821 fu eletto il primo Consiglio comunale.

Nell'Ottocento vi fu la costruzione di grandi opere che la resero un importante nodo di comunicazione e di traffico: nel 1803 venne fatta la strada Varese-Como e tra il 1883 ed il 1885 venne costruito l'imponente Ponte di Ferro, che permise ai treni da Milano di giungere fino a Varese, la cui importanza è dimostrata dal fatto che, nello stemma comunale, assume posizione centrale e dominante. Già nel 1828 l'arciprete oblato Francesco Bombognini ed il dottore Carlo Redaelli descrivevano il paese nel loro Antiquario della Diocesi di Milano come la terra più popolata nella Pieve di Varese[6].

A causa della posizione strategica tra Varese e Como, il territorio comunale fu importante teatro di battaglia durante le guerre d'indipendenza e, il 26 maggio 1859, le località Folla e San Salvatore videro scontrarsi, nel corso della battaglia di Varese, i volontari di Garibaldi e le truppe austriache del generale Urban[12].

La riforma degli enti locali del 1927 crea la nuova provincia di Varese, cui fu aggregato anche Malnate (territori entrambi fino a quel momento sotto la provincia di Como). In conseguenza della riforma il R.D. del 12/8/1927 soppresse il Comune di Gurone accorpandolo a Malnate con effetto dal 4 gennaio 1928[12].

Durante la prima guerra mondiale, i cittadini malnatesi combatterono per liberare il territorio dagli austriaci ed il loro sacrificio nelle Guerre Coloniali, nella Prima e nella seconda guerra mondiale, è ricordato dal loro nome inciso sulla lapide del monumento ai Caduti per la Patria di Piazza Vittorio Veneto[13].

Attualmente il Comune di Malnate è una comunità di poco più 16.000 abitanti che comprende le frazioni di San Salvatore, Gurone, Folla e Rovera[4].

  
 

  
InfoSimboli:
 

Blasonatura Stemma: Campo di cielo caricato di tre stelle d'argento a cinque punte; al ponte murato tra due pendii boscosi, dominati dal Monte Rosa. Regio Decreto del 16 maggio 1940.[15]

La necessità di dotare di uno stemma il paese sorse dopo un tentativo fallito del podestà del paese Alfredo Rosacher di cambiarne il nome, su richiesta del Partito Nazionale Fascista, in Miravalle. I lavori a tale proposito iniziarono nel 1937, ma solo nel 1941 vennero concessi stemma e gonfalone. Il primo bozzetto dello stemma, elaborato da Francesco Forte, primo archivista dell'Archivio di Stato di Milano, non soddisfece il comune che incaricò il professor Enrico Casartelli, direttore della scuola professionale di disegno di Malnate, di rielaborarlo. I caratteri rappresentati erano quelli che caratterizzano il paese: l'imponente ponte in cemento che collega Malnate a Varese, le pendici di Monte Morone e il Monte Rosa sullo sfondo, con tre stelle a 5 punte che stanno ad indicare i tre centri che danno corpo al comune, Malnate Gurone e San Salvatore, ed il "Capo del Littorio" come imponeva la legge. Dopo la caduta del fascismo, nell'estate del 1943 venne rimosso il "Capo del Littorio" e lo stemma apparì com'è tuttora: uno scudo sannico che include un paesaggio con le caratteristiche suddette. All'esterno le due fronde di quercia ed alloro poste a Croce di sant'Andrea, significano “potenza” e “virtù, sono legate con un nastro recante la scritta “Fervet opus”, "ferve il lavoro". La corona è il simbolo di Comune con oltre 3.000 abitanti[16].

  
 

  
Info :
 

Blasonatura Gonfalone: Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con l'iscrizione centrale in argento: Comune di Malnate. La parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. Regio Decreto del 16 maggio 1940[15]

A differenza dello stemma, il gonfalone non era stato ancora realizzato, benché già concesso, a causa dei difficili anni che seguirono il 1941. Solo nel 1953 giunse la "patente presidenziale" per la realizzazione. Il 30 dicembre 1952 la Giunta comunale nominô un Comitato d'onore per il gonfalone, composto da diversi cittadini malnatesi. La commessa per la realizzazione venne affidata alla ditta Vedeme di Milano, per una spesa di 125.000 lire, soldi che vennero raccolti dalla popolazione con offerte al "Comitato per l'offerta del Gonfalone al Comune".

La mattina di domenica 8 novembre 1953 l'Amministrazione civica ricevette in consegna ed inaugurò il nuovo gonfalone con una solenne cerimonia che vide un corteo composto da guardie civiche, scolaresche, Fanfara e Corpo filarmonico, i vessilli delle associazioni combattentistiche e sportive, il gonfalone scortato dai carabinieri, seguito da Sindaco, madrina della cerimonia, autorità ospiti, presidente del Comitato pro gonfalone e Prevosto, snodarsi per le vie cittadine[16].

  
 

  
InfoRicorrenze:
 

11 novembre, Santo Patrono San Martino di Tours.
Marzo, Festa San Giuseppe

  
 

  
InfoArchitetture religiose:
 

Chiesa prepositurale di San Martino

Il primo nucleo della chiesa parrocchiale risale al Medioevo (1200 c.a.) ed inizialmente era orientata in modo opposto all'attuale, con l'abside ad est e l'entrata ad ovest. Le prime ristrutturazioni furono commissionate dal cardinale Carlo Borromeo e dal successore Federico Borromeo verso la fine del Cinquecento, mentre la grande crescita demografica conosciuta nella seconda metà del XVII sec. rese necessario un ampliamento radicale della struttura, che portò all'abbattimento delle mura perimetrali e all'aggiunta delle navate laterali. Nel 1819 venne sostituito il vecchio altare ligneo con uno acquistato da una chiesa sconsacrata di Como. Nel 1912 venne definitivamente ampliata e assunse l'odierna conformazione con il rovesciamento della disposizione interna e solo dopo la prima guerra mondiale vennero conclusi i lavori con la costruzione della nuova facciata. Nel piazzale antistante la nuova entrata si trovava il vecchio campanile che nel 1948, con l'arrivo del nuovo Prevosto don Giuseppe Bosetti, si decise di abbattere, senza tener conto della tradizione e della storia legata ad esso. Nel 1956 venne inaugurato il nuovo campanile, il secondo più alto della zona dopo quello della chiesa di San Vittore di Varese[18], recentemente restaurato dopo il distaccamento di una parte della copertura in mattoni.Il 14 settembre 2012 è stata inaugurata una Via Crucis in terracotta dello scultore Felice Mina posizionata sulla parete centrale del transetto alla sinistra della Cappella del Sacro Cuore.

  
 

  
InfoChiesa di San Matteo:
 

Si trova in posizione strategica, tra l'antico nucleo del paese e la valle dell'Olona, dove probabilmente era già stata costruita prima dell'anno 1000 una fortificazione difensiva. Secondo la tradizione è la prima costruita a Malnate. Risale all'anno 1000 ed originariamente era una piccola cappella che racchiudeva l'abside, in stile romanico edificata con le pietre locali. Solo più tardi vennero costruiti la sacrestia ed il campanile. L'interno era poco luminoso e le tre finestre illuminavano al mattino l'abside e l'altare posizionati ad est. L'entrata principale era situata a nord, verso il centro abitato. Nel Settecento venne ampliata utilizzando ancora materiale povero e di recupero e vennero coperti alcuni dipinti del 1400. Il pavimento, costruito con pianelle di pasta di mattoni, venne alzato di circa mezzo metro e nascose in parte i dipinti di alcuni Santi riportati alla luce successivamente. All'interno si mescolano gli antichi dipinti cinquecenteschi con quelli realizzati dopo l'ampliamento; trovano rappresentazione diversi Santi: san Lucio di Val Cavargna, santa Caterina d'Alessandria, la Madonna del Latte, santa Marta, sant'Antonio abate, santa Liberata ed altri dipinti rappresentanti l'incoronazione di santa Teresa d'Avila, la Trinità, san Matteo di Giovanni Battista Croci e la Madonna col Bambino[19].

  
 

  
InfoCappella San Rocco:
 

Eretta tra il 1529 e il 1534 nella piazza antistante l'antico nucleo del paese, alla fine del Settecento venne demolita in parte durante i lavori di ristrutturazione della piazza. Lateralmente e frontalmente è aperta con strutture ad arco sostenute da pilastri. La parete interna è adornata da un affresco risalente al 500, lo "Sposalizio mistico di santa Caterina da Siena con Gesù Bambino", sotto il quale è ancora presente il vecchio altare in pietra. A lato della Madonna sono rappresentati san Rocco e san Sebastiano[20].

  
 

  
InfoChiesa di San Carlo (località Rovera):
 

Nello stesso luogo in cui vi è questa chiesa, anticamente era presente una piccola cappella dedicata a san Gemolo, legata alla Badia di Ganna proprietaria di alcuni terreni in Paese. Fu l'arcivescovo Carlo Borromeo dopo la visita pastorale del 1574 ad ordinare l'abbattimento della cappella e la costruzione al suo posto della chiesa, realizzata nel corso del XVII secolo grazie al contributo dell'Ospedale Maggiore di Milano, proprietario di molti terreni della zona, e della famiglia Oddoni, affittuaria della chiesa, ed intitolata allo stesso san Carlo. Nei primi anni del Novecento, a causa della crescita della popolazione, la chiesa venne ampliata e ristrutturata, cercando di mantenere una continuità con la parte più antica. La chiesa è a pianta rettangolare con un'unica navata, separata dall'abside da un arco trionfale, su cui è visibile il simbolo della famiglia Borromeo, una corona con la scritta "Humilitas"[21].

  
 

  
InfoSantuario della Madonna della Cintola:
 

Situato nell'abitato di Monte Morone, simulacro legato al culto della reliquia della cintura appartenuta a Maria. Inizialmente dedicata alla Madonna Consolatrice, probabilmente la chiesa di Monte Morone ha subito l'influsso delle confraternite agostiniane assumendo il particolare della cintura, anche se non ci sono riferimenti ufficiali a tale devozione in quanto la statua è sempre descritta come "Vergine Maria col Bambino". Durante lavori di restauro della chiesetta di Santa Maria di Monte Morone è stata portata alla luce l'abside originale, le cui caratteristiche potrebbero confermare una leggenda del luogo secondo cui la chiesa originariamente era stata costruita per ospitare la statua di una Madonna Nera, ritrovata sulla salita del colle, poi trafugata dagli spagnoli nel 1536 (più possibile 1511, vedi Storia). La statua attuale rappresenta la Madonna che porta sulle ginocchia il Bambino benedicente e tiene nella mano destra una cintura. La statua è in legno chiaro, intagliata da un pezzo unico, solo il Bambino è un pezzo aggiuntivo. Con un primo restauro del 1912 venne ricoperta di stucco e dipinta di azzurro. In seguito, all'inizio degli anni ottanta, la ricopertura iniziò a staccarsi e fu deciso di riportare alla luce la statua originaria. Successivamente anche le corone vennero sostituite, lasciando scoperto il capo del Bambino e cingendo quello della Madonna con un diadema di Stanislao Borghi. Stilisticamente ha caratteri simili alle sculture di Andrea da Milano (1492-1539), autore di opere simili nella provincia di Varese, ed è stata scolpita probabilmente negli anni venti

  
 

  
InfoStrutture nelle frazioni:
 

Chiesa della Santissima Trinità (località San Salvatore)
Chiesa di San Lorenzo (località Gurone)
Chiesa di Sant'Anna (località Gurone)

  
 

  
InfoAltro:
 

Monumento ai Caduti per la Patria, Piazza Vittorio Veneto. Ricorda il sacrificio dei cittadini malnatesi nelle guerre Coloniali, nella prima e seconda guerra mondiale, il cui nome è inciso sulla lapide.
Ponte di ferro. Ponte della ferrovia Laveno-Milano, riprodotto nello stemma del comune e collega fisicamente la ferrovia alla città di Varese. Costruito completamente in cemento armato nel 1927, è un'opera di ingegneria civile molto imponente per i materiali utilizzati. Venne creato per migliorare la viabilità del vecchio ponte in metallo del 1884, luogo di un famoso incidente ferroviario sulla linea Milano-Varese, in cui due treni si scontrarono frontalmente.

  
 

  
InfoSiti archeologici:
 

Durante l'inverno del 1889, in località Rogoredo, dei contadini rinvennero sotto una roccia descritta come una "rozza stele" una spada di ferro con impugnatura antropoide in bronzo, un frammento di una catena e di un anello, entrambi sempre in ferro. Si ritiene che derivino da un corredo tombale dell'Età del Ferro o del periodo delle invasioni galliche, date le diverse analogie con i rinvenimenti della facies di Hallstatt, nel complesso tra il III e II secolo a.C. Lo scavo che seguì il ritrovamento, portò alla luce una seconda tomba accanto alla prima, da cui vennero recuperati cinque vasi, frammenti di un braccialetto e di una fibula in ferro. Entrambe le tombe, appartenute ad un guerriero, la prima, e ad una donna, la seconda, erano ad incinerazione e delle ossa rimaneva solo qualche traccia. La spada, che venne definita la "Gemma della raccolta", è lunga 420 mm, compresa l'impugnatura di 115 mm che rappresenta una figura umana con il corpo formato da tre rigonfiamenti dai quali dipartono le appendici superiori che rappresentano le braccia (una fu rotta nel recupero). Tra le due appendici, la parte superiore dell'impugnatura è costituita da un pomello che rappresenta un viso maschile con tratti somatici ben delineati: volto allungato con occhi a mandorla e capelli lunghi, raccolti dietro al capo[24]. Tale spada fu verosimilmente importata, probabilmente dalla Svizzera, ed è riconducibile al Lateniano padano. Attualmente è esposta al Museo Archeologico del Castello Sforzesco di Milano[25].

  
 

  
InfoAree naturali:
 

Parco Valle del Lanza. Parco Locale di Interesse Sovracomunale. Riconoscimento D.G.R. n. 8967 del 30.4.2002
Ente Gestore: Convenzione tra i Comuni di Cagno (CO), Malnate (VA) e Valmorea (CO).
Superficie: 676 ha
Caratteristiche: il parco è caratterizzato dall'ampio territorio costituito prevalentemente dalla valle in cui scorre il torrente Lanza, che dal confine italo-svizzero si immette poi in località Folla di Malnate nel fiume Olona e lungo il quale sorgono le testimonianze storiche e di archeologia industriale quali mulini ad acqua e nuclei antichi da recuperare e salvaguardare. Altre caratteristiche sono zone umide, ampie zone di interesse agricolo-forestale, sentieri e viabilità campestre, sistema idrografico di terrazzamento; elementi di architettura rurale storica, luoghi di culto e interesse culturale.
Le Cave di Molera. Cave scavate dai malnatesi per recuperare la molera nella Valle del Lanza, materiale arenario di deposito morenico, utilizzata nell'edilizia[26].

  
 

  
InfoEvoluzione demografica:
 

1086 nel 1751
1258 nel 1770
1184 nel 1784
1200 nel 1805
1257 nel 1812
2281 nel 1853
2345 nel 1859

  
 

  
InfoEtnie:
 

Una forte immigrazione, sia interregionale sia internazionale, fa contare numerose etnie differenti nella popolazione, per un totale di 1269 cittadini stranieri iscritti all'anagrafe che costituiscono il 7,7% della popolazione del Comune al 31 dicembre 2009[28]. Di seguito viene riportato l'elenco dei dieci gruppi più consistenti della popolazione straniera residente[28][29]:

  
 

  
InfoLingue e dialetti:
 

Accanto alla lingua italiana, a Malnate è utilizzato il dialetto varesotto, una variante della lingua lombarda. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il varesotto è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino[30]. Attualmente, l'uso del varesotto sta lentamente regredendo, anche se in maniera meno marcata di altri dialetti lombardi[31].

  
 

  
InfoReligione:
 

Malnate è composta da tre parrocchie: S.S Trinità, San Martino e San Lorenzo Diacono. Fanno tutte parte della zona pastorale di Varese dell'Arcidiocesi di Milano e seguono il rito ambrosiano[32].

  
 

  
InfoEventi:
 

Unica in Italia è la marcia non competitiva Pre Njmegen, nata come Prenimega, fondata dal giornalista Fulvio Campiotti e da Giovanni Copreni, ispirata alla "Marcia Internazionale di Quattro Giorni di Nimega" (Olanda), che ebbe sin dai primi anni la tutela dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, giunta alla 37ª edizione (1º giugno 2008) e curata dall'Associazione Pre Njmegen Malnate. Il percorso tradizionale era di 43 Km, tra alcuni comuni ai confini delle provincie di Varese e Como; nel 1984 fu inserito un percorso alternativo di 10 (poi 12) Km per permettere la partecipazione di giovanissimi, anziani e portatori di handicap e nel 1999 uno di 22 Km a passo libero. Attualmente i percorsi sono quattro, con diverse lunghezze: 6, 12, 20 e 30 Km con partenza ed arrivo dal Campo Sportivo "Nino Della Bosca". La partecipazione militare è il fiore all'occhiello della manifestazione e, inizialmente limitata solo a compagini italiane, si è estesa a reparti internazionali: svizzeri, austriaci, tedeschi, inglesi, ungheresi, francesi, rumeni e a rappresentanze della NATO. Diverse Associazioni di Volontariato coadiuvano gli organizzatori nelle fasi preparatorie e durante la marcia con la gestione dei punti di ristoro e delle cucine al campo. Corpi Bandistici, Fanfare Militari, Gruppi Folkloristici, Reparti Militari Equestri e Gruppi Cinofili fanno da contorno ad una delle maggiori manifestazioni provinciali[36].
Caratteristica del paese è anche la classica Sagra Settembrina, che da 62 anni si tiene presso la parrocchia dal primo sabato di settembre: cucina tipica, ospiti musicali, mostre e diverse attività accolgono i cittadini della zona. Nel corso degli anni si sono alternate diverse regioni italiane, per arrivare negli ultimi a raccontare le storie ed i personaggi della Malnate stessa.

  
 

  
InfoPersone legate a Malnate:
 

Davide Maternini (Malnate (VA), 4 settembre 1911 - Malnate, 5 maggio 1995). Imprenditore meccanico che fondò a Malnate il 17 marzo 1947 la ditta MDM Davide Maternini, ancora oggi presente sul territorio. Importante azienda nel settore meccanico specializzata nella costruzione di macchine per mole abrasive. Sposa nel 23 novembre 1946 Enrica Albrigi (15 marzo 1923) dalla quale ha tre figli, Giuseppe, Anna Maria e Francesco. Oggi l'azienda è gestita dai tre figli.
Elena Dreher (Milano, 28 giugno 1913 - Zurigo, 2 marzo 2005). Partigiana. È stata la prima donna in Italia ad aver ricoperto un incarico pubblico dopo la Liberazione: assessore all'Assistenza e Beneficenza a Milano. Da giovane, era residente a Malnate.
Stanislao Borghi (Fino Mornasco (CO), 10 dicembre 1898 - Malnate, 19 dicembre 1998). Importante cesellatore stabilitosi a Malnate con la famiglia nel 1929, molte sue opere sono presenti nella Chiesa di San Martino.
Ambrogio Malnati (Cantello 1906 - Malnate 1991). Noto lapidario, il cui laboratorio sito a Malnate in via De Mohr era uno dei pochissimi esistenti in Italia ed i cui strumenti di lavoro sono oggi esposti al Museo Mario Realini. Tra le sue opere più importanti ricordiamo le oltre duemila pietre tra smeraldi, rubini, topazi e lapislazzuli tagliati per la realizzazione della tiara pontificia di Papa Pio XI, gli zaffiri che servirono per il braccialetto che Benito Mussolini regalò alla principessa Iolanda Margherita di Savoia per le nozze, i quattordici minuscoli aeroplani in malachite del bastone del comandante della Luftwaffe Hermann Göring, o ancora i rubini e l'onice che servirono a realizzare il distintivo del Milan vincitore dello scudetto.
Mons. Carlo Sonzini (Malnate, 24 giugno 1878 - 5 febbraio 1957). Fondatore dell'Opera San Giuseppe e del quotidiano Luce, punto di riferimento del movimento democratico cristiano[37].
Enrico Berté (Milano, 1924). Malnatese d'adozione. Architetto libero professionista e poeta. È stato consigliere del Collegio degli ingegneri e architetti di Milano e vice presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Varese. Onorificenze di Volontario della libertà e Cavaliere della Repubblica. Nel 1991 vincitore al Premio Letterario Internazionale "Lions Milano", nel 1993 vincitore del Premio Letterario Internazionale "Lev Tolstoj" a Roma.
Luigi Lucioni (Malnate, 4 novembre 1900 - Greenwich Village (NY), 22 luglio 1988). Pittore realista, nato a Malnate ed emigrato negli Stati Uniti a 10 anni. Divenne uno dei più importanti e famosi ritrattisti e paesaggisti. Ebbe numerosi riconoscimenti e le sue opere sono esposte in decine di musei americani tra i quali il Metropolitan Museum of Art[38][39].

  
 

  
InfoGeografia antropica:
 

Suddivisioni storiche
Villa Rossi, Malboeucc, Contrada, Rogoredo, Valle, Folla di Malnate, Baraggia, Cassei, Rocchetti dei Monti, Mottarello, Monte Morone, Madonna della Cintola.

Ogni zona del paese, sia abitata che coltivate o a bosco, aveva il suo nome in dialetto varesotto:

Villa Rossi. Zona alta di Malnate, situata su un terrazzo alla base del Monte Casnione, che racchiude le zone un tempo chiamate Albóstari, Albostar, la Brascella, Brascela, e i Ronchi, Runch, termine che significa terreno terrazzato e coltivato.
Rogoredo. Zona situata a metè della statale. Chiamata Roguré o Reguré probabilmente si riferisce al bosco di rovere (rogur) che in antichità ricopriva la zona.
Folla. Zona situata lungo la valle dell'Olona. Folla indica la presenza delle folle, mulini per la produzione della carta che prendono tale nome dalla follatura degli stracci necessaria per questa produzione. L'eneria era fornita dai numerosi mulini costruiti lungo le rive del fiume.
Baraggia. Zona situata a destra del Rio Lanza. Baragia, e Baragiola, indica una brughiera bonificata e messa a coltura.
Madonna della Cintola. La zona a Monte Morone vicino al santuario dedicato al culto della Madonna. Attualmente Monte Morone è privato.

  
 

  
InfoFrazioni:
 

Folla a Nord-Ovest, Rovera ad Est, San Salvatore a Sud-Est e Gurone a Sud-Ovest. Originariamente questi ultimi due, oltre a Monte Morone, erano comuni distaccati, riuniti a Malnate: San Salvatore e Monte Morone ai tempi della riforma di Carlo VI d'Asburgo e Gurone nel 1928. Gurone, tra i diversi nuclei abitativi, è quello che conta più abitanti oltre al capoluogo.

  
 

  
InfoEconomia:
 

L'economia del Comune, fino al 1800 per lo più di matrice agricola ed edile, è attualmente basata più su un assetto di tipo industriale (industrie tessili, meccaniche e di abrasivi)[26].

L'agricoltura è l'attività più antica che si è sviluppata in Malnate; da alcune pergamene risalenti al 1100, l'associazione ARS (Amici ricerche storiche) è riuscita a ricostruire la tipologia delle coltivazioni di quel periodo: vengono menzionati campi, vigne e prati, ma anche brughiere, terreni messi a bonifica e incolti. Venivano coltivati la segale ed il panìco ed inoltre Malnate aveva una sua unità di misura per i cereali, "modia ad starium de Malnate" (moggio secondo lo staio di Malnate). Queste tipologie di coltivazioni durano fino alla metà del 1800 quando la vite viene colpita dalla filossera e successivamente dalla peronospora e dall'oidio. Anche la bachicoltura, attività diffusa nel paese, viene colpita dall'atrofia del baco da seta, ma si riprende successivamente, a differenza della viticoltura. La produzione agraria diminuisce anche nel secolo scorso durante il quale frumento, granoturco e patata sono i più diffusi, come anche il gelso legato alla bachicoltura. Grande ostacolo allo sviluppo dell'agricoltura moderna è stata la piccola proprietà, che ha reso l'attività legata solo alla sopravvivenza di ogni singola famiglia. Attualmente è ridotta ad attività marginale, con pochissime aziende[26].

Le cave di molera sono state una delle più grandi ricchezze del paese durante il millennio corso. La molera, il cui nome deriva dall'utilizzo della pietra per la costruzione di mole per i mulini, veniva utilizzata per costruzioni edili di ogni tipo e tuttora rimangono testimonianze negli edifici più vecchi. L'uso di nuovi cementi e materiali per l'edilizia ha portato alla chiusura delle cave[40].

Lo sviluppo industriale è stato chiaramente legato all'Olona, che forniva acqua e forza motrice attraverso i mulini. L'industria serica e le cartiere sono state le prime a svilupparsi lungo il corso del fiume nella zona della Folla (Folla deriva da "follatura", operazione nella produzione della carta). Dalla ristrutturazione e dall'ampliamento di alcuni mulini sorsero le prime industrie meccaniche. Ancora oggi ciò che rimane di questi pezzi di storia è visibile nella valle dell'Olona. Durante il 900 le industrie più diffuse sono quelle meccaniche e del vestiario. Quest'ultima assorbiva la maggior parte dei lavoratori: la Tessitura Braghenti costruita nel centro del paese, per molti anni ha rappresentato l'attività industriale del Paese, di cui ha consentito un notevole sviluppo. Un'altra attività produttiva, di cui per molti anni Malnate ha rappresentato la maggiore area produttiva nazionale, è stata quella delle mole abrasive degli impianti Ermoli (tuttora attiva), continuazione dell'attività che precedentemente era connessa alle cave di molera[26].

  
 

  
InfoInfrastrutture e trasporti:
 

Strade
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema tangenziale di Varese e Strade provinciali della provincia di Varese.
Il paese è attraversato dalla Strada statale 342 Briantea.
Tangenziale Nord-Est o Tangenziale Est di Varese gestita da ANAS e aperta al traffico il 5 dicembre 2009[41].
Tangenziale Nord di Varese e tangenziale Sud di Varese gestite da Autostrada Pedemontana Lombarda, i cui lavori si concluderanno nel 2014[42].

Ferrovie

Stazione Malnate Olona-Linea della Valmorea.
Ferrovie Nord Milano: stazione di Malnate sulla ferrovia Saronno-Laveno, in passato anche sulla ferrovia Como-Varese
Ferrovia della Valmorea. Nel 1902 venne costruito il primo tratto, la Castellanza-Valmorea che collegava Castellanza a Lonate Ceppino, mentre dal 1920 venne realizzato il progetto della ferrovia Mendrisio-Stabio-Confine, con collegamento alla Valmorea. Ben presto tutta la linea cadde in disuso e venne abbandonata definitivamente nel 1952. Solo nel 1995 viene ripristinata una parte della linea, da Valmorea a Stabio, a cura del Club elvetico del San Gottardo e dell'Associazione Ferrovia Valmorea. Nel 1998 il Gruppo di Lavoro formato dall'Assessorato ai Trasporti della Regione Lombardia, la Provincia di Varese e quella di Como, tutti i Comuni confinanti, oltre alle FNME e al Club elvetico del San Gottardo e all'Associazione Ferrovia Valmorea, si attiva per ripristinare l'intera linea. Attualmente è stata restaurata e adibita ad uso turistico tutta la linea Malnate Olona-Valmorea-Mendrisio.

  
 

  
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